Ricollocare prima di licenziare: come funziona l’obbligo di “repêchage” e come tutela i lavoratori

Prima di procedere con un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro deve verificare concretamente se il dipendente possa essere ricollocato in un’altra posizione compatibile all’interno dell’azienda.

È il cosiddetto obbligo di repêchage, un principio consolidato dalla giurisprudenza che rappresenta una tutela fondamentale per i lavoratori. Due recenti sentenze delle Corti d’Appello di Milano e Brescia hanno ribadito che il mancato rispetto di questo obbligo rende illegittimo il licenziamento, anche quando le ragioni economiche alla base della soppressione del posto di lavoro risultano fondate.

Le decisioni chiariscono inoltre quando un’offerta di ricollocazione può essere considerata valida e quali sono gli obblighi effettivi del datore di lavoro.

Condividiamo l’approfondimento degli Avv.ti Marina Tona e Serena Previtali, pubblicato su Repubblica: clicca qui

 

Marina Tona

Marina Tona assiste imprese italiane e internazionali nella gestione delle principali tematiche giuslavoristiche, offrendo consulenza nelle operazioni di riorganizzazione aziendale e assistenza giudiziale nelle controversie di lavoro. Ha maturato la propria esperienza nei settori metalmeccanico, farmaceutico, energia, terziario e grande distribuzione, seguendo operazioni di ristrutturazione, fusioni, trasferimenti d'azienda, gestione del rapporto di lavoro, anche dirigenziale, e relazioni sindacali. Assiste regolarmente le imprese dinanzi a tutte le magistrature, compresa la Corte di Cassazione, in controversie relative a licenziamenti individuali e collettivi, condotta antisindacale e applicazione della contrattazione collettiva. Marina è relatrice in convegni, seminari e webinar e collabora stabilmente alle pubblicazioni scientifiche di Trifirò & Partners. È socia AGI – Avvocati Giuslavoristi Italiani.  
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