Una recente sentenza chiarisce un principio destinato a incidere sulla gestione del whistleblowing e del contenzioso disciplinare: il lavoratore può rivolgersi direttamente alla Procura senza utilizzare i canali interni di segnalazione, mantenendo le tutele previste dal D.Lgs. n. 24/2023. Analizziamo le implicazioni della decisione per datori di lavoro, HR e compliance, con particolare riferimento alla presunzione di ritorsività, all'onere della prova e alla costruzione delle contestazioni disciplinari.
As of June 2025, a new law has come into force marking a paradigm shift in Italian employment law: for the first time, employee participation in company life is regulated, not only through financial instruments such as performance bonuses, corporate welfare or widespread employee share ownership, but also through forms of direct involvement in decision-making processes. The goal is ambitious: to increase productivity, strengthen social cohesion and foster a more inclusive economy.
Nell’era digitale, il confine tra vita privata e ambito lavorativo è sempre più sottile — e spesso oggetto di controversie. Un commento ironico su Facebook, una chat privata inoltrata senza consenso, o un’email aziendale consultata dopo la fine del rapporto di lavoro: episodi all’apparenza banali che possono trasformarsi in prove determinanti per un licenziamento.Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Stefano Trifirò, sul tema delicato della privacy nell'epoca digitale, pubblicato su Corriere Economia il 22 Settembre 2025.
With order No. 21464 of 25 July 2025, the Court of Cassation takes an innovative approach to the issue of liability for smoking-related damages, holding that the consumer's choice does not in itself exclude the manufacturer's obligation to pay compensation. In particular, the Supreme Court refers to Article 2050 of the Italian Civil Code, recognising the production and marketing of tobacco as a hazardous activity, and redefines the weight of individual awareness in the mechanisms for attributing liability for damage.
Si è svolto ieri sera, martedì 16 Settembre, nella suggestiva cornice della Terrazza Martini di Milano, il convegno “Dirigenti Industriali e Cariche Societarie”, organizzato dallo studio Marco De Bellis & Partners. L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto sui temi giuslavoristici legati al ruolo dei dirigenti industriali e alla loro posizione all’interno delle strutture societarie. Tra i presenti, anche l'Avv. Salvatore Trifirò, con un affondo sul ruolo centrale dell’avvocato quale protagonista nella formazione del diritto giurisprudenziale e, parallelamente, sulla trasformazione della figura del dirigente moderno.
Può l’azienda accedere alla mail di caselle personali, ma transitate dai sistemi aziendali, per usare il contenuto in un processo? Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Francesco Chiarelli, pubblicato su Repubblica il 12 settembre, dopo la sentenza della Corte di Cassazione (n. 24204 del 29 agosto 2025).
Nell’impresa del XXI secolo – dinamica, interconnessa, orientata all’innovazione – il dirigente non è più solo un filtro tra proprietà e base operativa: è un attore strategico, chiamato a ideare, orientare, anticipare. In una parola, a guidare. L'approfondimento dell'Avv. Stefano Trifirò, pubblicato sul sul numero di settembre del magazine "Dirigenti Industria", a cura di Aldai.
Quali sfide legali e normative affrontano, oggi, le aziende? E quanto le strategie HR risultano interconnesse al business e alla sua organizzazione?
Abbiamo il piacere di condividere l'intervista di Maria Cecilia Chiappani all'Avv. Stefano Trifirò per l'edizione n. 33 di FORME | Informazioni e opinioni sulle politiche attive del lavoro.
In un settore competitivo e globalizzato come quello della moda, simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo, si afferma un nuovo criterio di valore per le imprese: la capacità di garantire trasparenza, legalità e sostenibilità lungo l’intera catena produttiva. Un approfondimento a cura degli Avv.ti Stefano Trifirò e Orazio Marano
Il 26 giugno 2025 la Camera dei deputati ha trasmesso al Senato il Disegno di Legge 1146-B, che delega il Governo a legiferare in materia di intelligenza artificiale. Contestualmente, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato le prime Linee guida sull’implementazione dell’IA nel mondo del lavoro, a chiusura di una fase di consultazione pubblica. Un primo passo, utile ma ancora interlocutorio, verso l'integrazione dell'AI nel mondo del lavoro. Serve ora un salto di qualità: un raccordo più stretto con la normativa esistente, una visione più organica dei rischi giuridici e una maggiore attenzione agli strumenti tecnico-operativi già disponibili.