Il tema dei controlli a distanza dei dipendenti torna al centro del dibattito giuslavoristico alla luce di recenti pronunce che chiariscono quando il ricorso a investigatori esterni sia legittimo. In particolare, la giurisprudenza conferma la possibilità per il datore di lavoro di tutelarsi da condotte illecite che non possono essere accertate con i controlli ordinari previsti dallo Statuto dei Lavoratori. Condividiamo l'approfondimento dell'Avv. Francesco Torniamenti, pubblicato su La Repubblica il 6 gennaio.
La presenza del dipendente in luoghi di svago durante l’assenza per malattia solleva spesso interrogativi sulla legittimità del licenziamento disciplinare. La giurisprudenza recente chiarisce quando tali comportamenti possono integrare una grave violazione degli obblighi contrattuali, incidendo sul rapporto fiduciario con il datore di lavoro.
La qualificazione del rapporto di lavoro dei navigator continua a essere oggetto di contenzioso, soprattutto in relazione alla possibilità di ricondurlo nell’alveo del lavoro subordinato. La Corte d’appello di Napoli interviene nuovamente sul tema, ribadendo che la riqualificazione del rapporto non può fondarsi su mere affermazioni, ma richiede un solido impianto probatorio sulle concrete modalità di svolgimento della prestazione.
La sentenza del Tribunale di Tivoli affronta il tema del prolungamento convenzionale del periodo di preavviso nelle dimissioni, chiarendo i limiti entro cui l’autonomia contrattuale può derogare alla disciplina collettiva. Pur riconoscendo la legittimità di accordi individuali che prevedano un preavviso più lungo rispetto a quello fissato dal Ccnl, si ribadisce la necessità di un equilibrio tra gli interessi del datore e del lavoratore.
La sentenza della Corte d’appello di Roma si inserisce nel solco della giurisprudenza che tutela il corretto utilizzo dell’assenza per malattia, richiamando il lavoratore al rispetto dei doveri di lealtà e buona fede. Il caso esaminato riguarda un dipendente che, pur affetto da una patologia reale, ha svolto un’intensa attività lavorativa presso terzi durante il periodo di malattia, sollevando dubbi sulla genuinità dell’incapacità lavorativa dichiarata.
La sentenza del Tribunale di Roma affronta il tema della rilevanza delle dichiarazioni rese dal lavoratore nella fase preassuntiva, chiarendo come informazioni false o fuorvianti possano incidere in modo determinante sul vincolo fiduciario. Il caso esaminato riguarda dichiarazioni mendaci sulle pregresse esperienze professionali, risultate decisive ai fini dell’assunzione e della qualificazione del rapporto di lavoro.
Il tema dell’assenteismo sul lavoro, soprattutto nella pubblica amministrazione, continua a rappresentare un terreno delicato in cui si intrecciano esigenze organizzative, poteri datoriali e tutela dei diritti fondamentali del lavoratore. Il licenziamento per giusta causa, pur costituendo uno strumento legittimo in presenza di condotte gravi, richiede infatti un’attenta valutazione non solo dei fatti contestati, ma anche delle modalità con cui tali fatti vengono accertati e provati.
Le più recenti pronunce della Corte d’Appello di Milano e del Tribunale di Teramo ribadiscono un principio chiave nella gestione dei rapporti di lavoro: la violenza fisica – anche se preceduta da offese verbali o motivata da ragioni personali – incide in modo irreparabile sul vincolo fiduciario e può integrare giusta causa di licenziamento.
Al Palazzo di Giustizia si è svolto il Convegno Safeguarding dell'Atleta: Fondamenti giuridici e l'esperienza di Milano Cortina 2026, organizzato dall'Ordine degli Avvocati di Milano con il patrocinio della Fondazione Milano Cortina 2026.
A Giornale d'Italia ne ha parlato l'avv. Mariapaolo Rovetta Arici (Trifirò & Partners): "L'equità di genere è fondamentale anche nel contesto sportivo per garantire un ambiente di lavoro più sereno, più protetto e anche più produttivo".
Salvatore Trifirò, 150 anni dell’Ordine degli Avvocati di Milano e l’eredità che parla al domani
Ci sono anniversari che celebrano un’istituzione. E poi ci sono anniversari che, senza volerlo, raccontano un Paese. La celebrazione dei 150 anni dell’Ordine degli Avvocati di Milano è stata entrambe le cose. Un rito civile che guarda alla continuità della professione, ma anche una finestra sul futuro della giustizia italiana.